La regina dei fiori

L’epoca in cui visse la Regina Maria Antonietta (1755 - 1793) si colloca perfettamente all’interno degli anni in cui ci fu la diffusione dei fiori artificiali in Francia: era di moda detenere oggetti o vestiti contenenti gli stessi, ma anche saperli fabbricare. Durante la Rivoluzione Francese la regina scelse un bocciolo di rosa come suo emblema, ella fu infatti soprannominata la regina dei fiori. È curioso pensare come in realtà la regina dei fiori non usasse fiori dei suoi giardini in quanto i tempi di posa richiedevano diverse sedute ed una rosa fresca sarebbe col tempo appassita: i “soggetti” che i pittori copiavano per i ritratti di Maria Antonietta erano quindi fiori artificiali.

Ritratto ad opera di Elisabeth Vigée-Lebrun della regina Maria Antonietta.

Lampadario Flower Power

Nell'edizione 2017 di HOMI, il salone degli stili di vita che si svolge annualmente a Milano, ha suscitato grande interesse il capolavoro di VG new trend "Flower Power".
Questo lampadario di design è composto da un tripudio di tulipani artificiali fusi armoniosamente a sifoni in vetro di murano trasparente con illuminazione a led. 




Fiori 3D per studio dell'impollinazione

L’Università di Washington per lo studio dell’impollinazione si è servita di fiori artificiali. La tesi da avvalorare era come gli insetti si servissero del tatto e non della vista per decidere i fiori da impollinare. 
In breve l’esperimento: sono stati creati dei fiori mediante stampa 3D di due diverse tipologie, uno piatto in superficie, l’altro curvo. Sono stati riempiti di acqua e zucchero per simulare il nettare dei fiori e disposti in egual numero. Sono stati quindi liberati dei lepidotteri Manduca sexta, i quali hanno preferito i fiori curvi. 

Fiori 3D utilizzati per l'esperimento.

Museum of Early Trades & Crafts

Il Museum of Early Trades & Crafts ha ospitato un’esposizione sui fiori artificiali. 
In essa è stata spiegata l’evoluzione in America della fabbricazione dei fiori artificiali. Inizialmente fu un mestiere prevalentemente delle donne artigiane, ma con l’aumento della domanda la produzione da manuale divenne industriale e fiorì la diffusione dei negozi di fiori artificiali.


Di seguito gli strumenti utilizzati per la produzione dei fiori.





Glass Flowers

La collezione di modelli in vetro di piante di Leopold and Rudolf Blaschka, chiamata the Glass Flowers, è una collezione di modelli botanici in vetro che comprende approssimativamente 4400 esemplari che descrivono più di 830 specie di piante. In particolare essa include 847 modelli a grandezza naturale rappresentanti 780 specie e varietà di piante, e circa 3000 modelli rappresentanti dettagli di parti di piante e sezioni anatomiche. 
La collezione inizialmente eseguita per per fini di insegnamento della botanica, si trova presso l'Harvard Museum of Natural History a Cambridge, Massachusetts
Essa è unica al mondo nel suo genere, come specificato dal museo il quale la ritiene "uno dei suoi migliori tesori".

La collezione è stata anche citata da due poeti:


Enciclopedia delle antichità

I fiori artificiali secondo l'Encyclopedia of antiquities and elements of archaeology, classical and mediæval pubblicata nel 1843 da Thomas Dudley Fosbroke (1770-1842).

"Creati nell'Epoca Classica in metallo, legno, cera, pietra e abbiamo potuto osservare di rose rosse, dal materiale non specificato, e foglie pitturate o incise; e altre fatte in argento dorato. I primi fiori artificiali a me noti sono quelli delle ghirlande di carta nelle chiese, e quelli delle suore italiane del XVII secolo, esattamente come quelli odierni".



Un abbecedario dei fiori artificiali

A come Artigianale
B come Bouquet
C come Colori
D come Decorazione
E come Easy-care
F come Flora 
G come Giardino
H come Hobby
I come Ipoallergenico
L come Latex 
M come Morbidezza
N come Nozze
O come Ornamento
P come Poliestere
Q come Qualità
R come Real-Touch
S come Seta
T come Tessuto
U come Uniformità 
V come Veridicità
Z come Zigrinatura